Se non ci si capisce, la responsabilità è sempre del comunicatore - Relazioni Pubbliche in pillole a cura di Giorgio Vizioli

Giu 6th, 2021 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B, Comunicazione


Comunicare equivale a costruire un ponte tra due rive di un fiume. Significa metterle in contatto tra loro, rendendo possibile l’interscambio tra gli abitanti delle due sponde. In un senso e nell’altro.

Fuor di metafora, comunicare significa creare un dialogo, una interlocuzione, tra le persone o le comunità che abbiamo messo in collegamento tra loro. Il ponte, quindi, per sua natura, deve poggiare saldamente su entrambe le terre che unisce e dal punto di vista fisico non appartiene a nessuna di esse.

Anche per la comunicazione è così, ma con una differenza. Il ponte, infatti, è costruito per opera di una sola delle due comunità: si tratta di colui che ha cercato il punto e il modo in cui realizzarlo, che lo ha costruito, che si occupa della manutenzione e che alimenta il traffico su di esso, in una direzione. Il traffico nella direzione opposta si genera come reazione virtuosa all’azione iniziale.

Insomma, se vogliamo comunicare, saremo noi a identificare gli interlocutori e a scegliere i messaggi dal far giungere loro; e, per raggiungere questo obiettivo, porremo in essere le azioni più adatte ed efficaci.
Siamo noi i padroni del ponte.

Da questa considerazione emerge una importantissima conseguenza, che spesso si tende a dimenticare. Come costruttori del ponte, infatti, siamo noi a essere responsabili del dialogo con gli interlocutori che abbiamo scelto.

E quindi siamo noi che dobbiamo anche scegliere il linguaggio adatto e farci capire. Quindi, se due persone, naturalmente in buona fede (altrimenti il discorso cambia radicalmente), non si capiscono, la responsabilità è sempre - sempre - di chi si spiega male.

Mai addossare al destinatario della comunicazione la colpa di una incomprensione. Per fare un esempio, estremo ma corretto, si può spiegare a un bambino di sette anni come funziona un’astronave. Ma occorre farlo con il linguaggio giusto. Altrimenti saremo noi ad avere fallito nel nostro scopo e nel nostro lavoro di comunicatori.

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Giorgio Vizioli
Comunicatore e Giornalista, dal 1990 titolare dell’Agenzia Studio Giorgio Vizioli & Associati di Milano (www.studiovizioli.it), ha ricevuto il Premio “Ufficio Stampa di Eccellenza 2019” del GUS (Giornalisti Uffici Stampa) Lombardia
Membro del Comitato Direttivo del ClubMC
giorgio.vizioli@studiovizioli.it
www.studiovizioli.it

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