Se scoreggi in ascensore tutti ti guardano (Oscar Wilde)

Gen 16th, 2021 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B, Marketing


Oscar Wilde non lo ha mai detto, come non ha mai detto “nel bene o nel male purché se ne parli” e questa frase non è mai stata vera.

Ogni volta che scoppia una polemica, su un’azienda che fa parlare di se in senso negativo, qualcuno commenta con la frase attribuita a Oscar Wilde, “non importa che se ne parli male, l’importante è che se ne parli.”

Peccato che Oscar non l’abbia mai detta, la fa dire a un suo personaggio, un personaggio negativo aggiungerei (Dorian Gray) e la frase non è quella che tutti citano.

“There is only one thing in the world worse than being talked about, and that is not being talked about.”

che andrebbe tradotta come

“C’è una sola cosa al mondo peggiore del far parlare di sé ed è il non far parlare di sé.”.

Sono le traduzioni in italiano più diffuse a introdurre il concetto di “bene” e “male” e la frase è diventata

“Non importa che se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli.”

Mi sembra chiaro che il significato cambi in maniera sostanziale con l’aggiunta dei concetti di negativo e positivo.

Nella mentalità del 1800 non era elegante far parlare di se, era l’epoca in cui si sosteneva che la vera eleganza fosse “non farsi notare” e questo spiega la frase dissacrante e provocatoria di Wilde.

Sono certo che lo stesso Oscar avrebbe preferito che non si parlasse di lui, visto che furono dicerie sul suo conto a farlo finire a processo e a farlo condannare a due anni di carcere per omosessualità.

In pubblicità la citazione funziona solo se ci si rifà alla citazione originale e si escludono, quindi, i concetti di bene e male.

È vero che per un’azienda essere totalmente invisibile al mercato sia un grosso problema, ma avere una cattiva reputazione è peggio.

In fase di ingresso sul mercato, quando nessuno conosce l’azienda, può essere sensato generare una polemica o una provocazione che faccia discutere, ma solo se si è sicuri di riuscire a governarne gli effetti.

Se prendiamo la traduzione più diffusa, quella che tutte le volte viene citata, il discorso cambia, perché trasmettere un’immagine negativa, avere una cattiva reputazione penalizza e basta.

Certo “se non sei visibile, non esisti”, ma è vero anche che la Brand Reputation, soprattutto nell’era del digital marketing, deve essere governata e gestita in modo che sia la migliore possibile.

Il web e i social amplificano gli effetti e la diffusione della reputazione, sia in positivo che in negativo, far parlare male dell’azienda è solamente un danno.

I più grandi colossi mondiali si impegnano tantissimo per governare la propria Brand reputation, Ikea, Nike, Nestlé solo per citarne alcuni, nessuno di loro cerca pubblicità negativa, un motivo c’è.

Come scrisse una volta un lettore nei commenti
“se scoreggi in ascensore, di certo attiri l’attenzione e tutti si voltano a guardarti, ma non credo che questo avrà effetti positivi per te”

La storia del marketing è piena di polemiche che hanno distrutto aziende, penso al famoso discorso di Ratner o all’effetto Osborne, tutti ne parlarono, ma il risultato fu che le aziende fallirono.

Fortunato Monti
Web & Social Marketer & Content Creator
fortunato.monti@gmail.com

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