Selex: in che contesto operano i retailer oggi

Maniele Tasca, direttore generale di Selex, racconta il contesto nel quale, in questi primi mesi del 2022, i retailer si trovano ad operare.“Viviamo un’epoca di incertezza, nella quale non abbiamo a disposizione quei parametri di riferimento ai quali siamo stati abituati finora. Dobbiamo fare i conti con situazioni nuove: l’inflazione alla vendita, per esempio, ha implicazioni immediate sulle abitudini dei consumatori di cui dobbiamo tenere conto nella formazione degli assortimenti delle nostre reti”.

Quale scelte comporta questo scenario economico?
Serve prima di tutto capacità analitica alla ricerca di equilibri tra inflazione, che cresce in maniera non lineare ma differenziata per singole categorie e in funzione delle diverse causali, aumenti delle materie prime e dei costi energetici, a fronte di un carrello della spesa sempre più all’insegna dell’economicità.
Non possiamo riversare sui clienti tutti gli aumenti dei listini e dei costi che stiamo sopportando. Finora in Selex ci siamo riusciti. Lo scenario, però, è in peggioramento e non possiamo contenere ulteriormente l’inflazione, purtroppo.

 

Quali le priorità di Selex, quindi?
Da un lato, aumentare i prezzi dove necessario e in modo graduale; dall’altro, insieme all’industria, dobbiamo impegnarci per combattere le speculazioni ed evitare anticipi o eccessi di inflazione, dove non si giustifica. È in gioco la tenuta dei consumi e questo riguarda tutti gli attori della filiera che devono agire con grande responsabilità. Per questo, in Selex dovremo anche fare delle scelte a livello assortimentale, perché il ruolo di certi prodotti non trova più giustificazione se cambia radicalmente il loro posizionamento di prezzo o la politica promozionale. Sono valutazioni non semplici ma dobbiamo adattarci ai cambiamenti

Forse serve anche un’evoluzione dei rapporti con l’industria, meno conflittuale e complessa di quanto successo in questi ultimi anni …
Come dicevo, stiamo vivendo un periodo particolare e complicato. Ora siamo in mezzo a una tempesta: cerchiamo di viverla, mettendo a disposizione tutte le nostre energie.
Vale per noi di Selex e anche per l’industria di marca. Certo, quando la situazione si calmerà, dovremo ripensare e rivedere alcuni comportamenti, da entrambe le parti.

Cosa vuol dire in concreto?
Per quanto ci riguarda applicheremo una maggiore selettività nelle partnership di medio e lungo periodo, tanto con i fornitori delle nostre private label quanto con l’industria di marca in generale. Siamo convinti che, quando la situazione si tranquillizzerà (speriamo presto), si dovrà anche tornare verso una riduzione dei listini, soprattutto quelli aumentati per spinte speculative. Deve essere anche chiaro, però, che ci ricorderemo di chi è cresciuto in maniera non coerente, chi ha proposto aumenti non dettati da situazioni contingenti, chi ci ha messo in difficoltà. Anche perché noi oggi sappiamo valutare l’impatto degli aumenti: abbiamo a disposizione dati, sappiamo analizzare l’effetto dei costi delle materie prime e di quelli energetici, sappiamo valutare il mercato e le prospettive.

In questo quadro, quale il ruolo delle mdd?
Sono sempre più un riferimento per i consumatori sotto diversi aspetti, per la loro qualità, ma anche economicità. La nostra linea premium, ad esempio, ha registrato un incremento del 26% nell’ultimo anno, un risultato che conferma anche il ruolo delle mdd come pilastro di crescita.
Una crescita legata al miglioramento continuo della qualità dei prodotti in senso organolettico, ma anche in termini di sostenibilità, soprattutto come rispetto dell’ambiente, con packaging che privilegiano l’utilizzo di materiali riciclabili e sostenibili. Inoltre, abbiamo rafforzato il confronto sia con l’industria di marca sia con i nostri concorrenti per ottimizzare l’assortimento, migliorando la produttività. Ma stiamo lavorando anche a nuovi progetti.

Di cosa si tratta, in particolare?
La presa in carico del brand Consilia ci consente di aggiungere la loro esperienza a quella dei marchi Selex con l’obiettivo di prendere il meglio in un processo di convergenza guidato dalla volontà di dare la migliore soluzione possibile ai clienti e massimizzare, allo stesso tempo, le sinergie di acquisto.

Per quanto riguarda lo sviluppo della rete, invece, i vostri progetti cambiano?
No. Anche nel 2022 per noi continua ad essere centrale l’ammodernamento della rete, sia come aggiornamento dei negozi sia come nuove aperture, in linea con il programma che ha previsto per quest’anno investimenti pari a 450 milioni di euro. La rete è la nostra chiave per interpretare i bisogni del consumatore e rispondere alle nuove tendenze, in un contesto che si evolve molto rapidamente. E questa capacità di adattamento si ottiene prima di tutto valorizzando le nostre insegne sul territorio, con le loro particolarità.

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