Self Publishing: cos’è e come farlo

Come pubblicare un libro senza un editore. Chi usa il self publishing? Dati e cifre sul self publishing.

Che cos’è il self publishing? Self publishing, o self-publishing, significa letteralmente autopubblicazione.

Autopubblicare un libro, o fare self publishing, è il modo di pubblicare un libro senza ricorrere ad un editore. Il self publishing si basa sulla presenza di un sito o piattaforma on line dove l’autore ha la possibilità di creare il proprio libro e poi di metterlo in vendita. Le vendite avvengono attraverso internet e, in alcuni casi, possono prevedere il coinvolgimento di punti vendita tradizionali, come le librerie, che possono occuparsi di raccogliere gli ordini e poi di consegnare la copia ordinata al lettore. L’autore, tuttavia, può anche acquistare alcune copie del suo libro attraverso il sito e distribuirle autonomamente attraverso altri canali.

Il self publishing è una tendenza che riguarda l’industria del libro, anche se fenomeni analoghi sono presenti in altri campi della cultura, come per esempio nel teatro e nella musica.

Come pubblicare senza un editore
I siti di self publishing permettono di accedere alla pubblicazione di un libro senza barriere, aumentando enormemente la platea di quanti possono pubblicare. Secondo quanto riportato da Wikipedia, si stima che il numero dei titoli autopubblicati negli Stati Uniti sia almeno triplo rispetto ai titoli pubblicati dagli editori. Gli editori hanno perso il monopolio della pubblicazione di un libro. Il fenomeno presenta alcune analogie con quanto accaduto nel mondo del giornalismo con la nascita e la crescita esponenziale dei blog, che rappresentano ormai fonti alternative di notizie per i lettori accanto alle testate tradizionali.

Il libro diventa una forma libera di espressione delle idee e della creatività delle persone. Non ci sono costi, se non quelli relativi alle copie che l’autore decide di acquistare per sé ed eventualmente per altri. Gli autori infatti, oltre a vendere il proprio libro on line, possono acquistare copie e venderle personalmente, per esempio in occasione di una presentazione del proprio libro. Da questo punto di vista il self publishing è molto simile a quanto accade nella musica per le band indipendenti, che tendono ad autofinanziarsi tramite concerti e vendita diretta di cd musicali. Il self publishing pone un argine al cosiddetto fenomeno del vanity publishing, ovvero la tendenza di alcuni editori a chiedere somme a volte ingenti per concedere agli autori la possibilità di pubblicare un libro. Il tema è affrontato in modo esaustivo nella Wikipedia di lingua inglese qui

Il self-publishing si basa su alcuni principi di base: controllo creativo nelle mani dell’autore; copyright e diritti di sfruttamento commerciale all’autore; marketing, promozione e distribuzione curata dall’autore, eventualmente utilizzando i servizi messi a disposizione dal sito di self-publishing che ha deciso di utilizzare. Il modello di self publishing puro non prevede che l’autore debba cedere, neanche temporaneamente, i diritti di sfruttamento commerciale di quanto pubblicato (cosiddetti contratti di edizione a tempo). In Italia, grazie ad un accordo con l’agenzia italiana ISBN, il sito di self publishing ilmiolibro, ha reso possibile per la prima volta agli autori la facoltà di registrare un codice ISBN (il codice che consente l’ingresso nel catalogo ufficiale di quanto pubblicato) in modalità “author’s publishing” senza quindi la necessità di ricorrere ad un editore. L’opera viene catalogata come “pubblicata da un autore”: cade l’obbligo di indicare un editore come responsabile della pubblicazione.

Perché si pubblica un libro
Quando si fa un libro è bene chiedersi perché lo si sta facendo, e anche quali sono i veri destinatari del proprio lavoro. Rispondere a queste domande è il punto di partenza di ogni strategia di marketing, e anche un modo pratico e sensato per capire come presentare e far conoscere il proprio libro.


Nel mondo della saggistica i motivi per cui si pubblica sono di due tipi: da una parte il desiderio di arricchire il proprio curriculum personale e professionale; dall’altro la voglia di comunicare, di divulgare, di trasmettere e conservare il sapere: sapere scientifico, ma anche hobby e passioni personali che rappresentano un patrimonio di conoscenze spesso interessante e utile per gli altri. Il self publishing è una soluzione concreta e veloce per conservare, per comunicare e anche (perché no) per trarre profitto (economico e sociale) dalle proprie competenze.


Nel mondo della narrativa e della poesia pubblicare un libro è il coronamento di un percorso creativo. Si scrive per comunicare, prima di tutto. Da questo punto di vista il self publishing è prima di tutto un mezzo per ricevere commenti e valutazioni, per sottoporre la propria opera al giudizio dei lettori. Chi scrive per professione, d’altro canto, trova uno strumento nuovo e più diretto per comunicare ai lettori e ha anche il vantaggio – non irrilevante – di mantenere il pieno controllo creativo ed economico sul proprio lavoro. Chi invece aspira a diventare scrittore di professione vede spesso nel self-publishing una palestra dove apprendere e – perché no – per costruirsi occasioni e opportunità di farsi conoscere anche da qualche grande editore.

Questo è il motivo per cui – nel caso del sito ilmiolibro – accanto alla piattaforma di self-publishing è nata una piattaforma di scouting: lettori, scuole di scrittura, autori ed editori collaborano alla scoperta dei talenti nell’ambito del progetto ilmioesordio.

Arrivano gli ebook
Lo sviluppo del mercato degli e-book non cambia il self-publishing ma ne rafforza la filosofia, che si basa sul ruolo attivo dell’autore e sulla comprensione del mondo digitale.


Quali sono i vantaggi di pubblicare un ebook? La possibilità di vendere un e-book ad un prezzo molto basso (non ci sono costi di stampa e di spedizione) favorisce gli acquisti di impulso e può amplificare i meccanismi di passaparola. Nascono casi – rari ma interessanti – di bestseller pubblicati in self publishing ( da Amanda Hocking a John Locke). Inoltre, grazie agli e-book, è possibile vendere il proprio libro anche in altri Paesi raggiungendo con relativa semplicità nicchie di pubblico aggiuntive (es. italiani all’estero).


Quello degli e-book è un trend interessante di innovazione, ma la stragrande maggioranza della popolazione non ha mai letto un e-book (e spesso non sa di cosa si tratti). L’e-commerce della versione cartacea (pbook) di un libro è di gran lunga il più importante veicolo di diffusione di opere pubblicare in self-publishing. La possibilità di ordinare il libro in libreria è ancora un servizio utile per quel 50% di italiani che non hanno carta di credito e/o non fanno acquisti su internet.

Al di là del piacere – e dei risvolti pratici – di avere una edizione cartacea del proprio libro, chi fa self-publishing ha dei vantaggi pratici nel seguire un approccio multicanale.

Editoria e self publishing: 10 vantaggi del self publishing
1.  Completa autonomia creativa e produttiva: il copyright è nelle mani dell’autore.
2.  Raggiungere i lettori rapidamente, senza i tempi spesso molto lunghi dell’editoria tradizionale.
3.  Raggiungere i lettori direttamente: non si pubblica solo per guadagnare, ma per costruire relazioni.
4.  Processo meno costoso, grazie al “fai-da-te” e alle conoscenze in Rete (esistono costi di apprendimento, ma anche molti siti che offrono informazioni e consigli gratis!). Gli autori possono imparare da quello che fanno gli altri autori che usano il self publishing.
5.  Come un imprenditore, decide di investire denaro solo quando ne trae benefici concreti e in base ai risultati che vuole ottenere.
6.  Modello con minori costi fissi, è possibile arrivare a pareggio vendendo poche decine di copie. Royalties elevate per copia venduta (dal 30% al 80% del cover price vs. 10% nell’editoria tradizionale).
7.  E’ molto più facile pubblicare molti titoli e aggiornarli di frequente: l’uscita di un nuovo libro traina tutto il catalogo.
8.  E’ possibile rivolgersi alla comunità di scrittori su internet per ricevere aiuto su fasi come l’editing, la correzione delle bozze e anche la promozione del proprio libro.
9.  Si può avere un ISBN italiano e la registrazione del proprio libro, come accade con un editore (in Italia grazie ad un accordo tra agenzia italiana ISBN e il sito di self publishing ilmiolibro.it).
10.  Le grandi piattaforme di self publishing offrono dei vantaggi concreti (e gratuiti) per la visibilità: per esempio l’integrazione con i social network, il seo (ottimizzazione per i motori di ricerca), ma anche il grande traffico di utenti sul sito: mano a mano che il self publishing si espande, aumentano i vantaggi per tutti gli autori che usano la piattaforma.

 

Self publishing e stampa digitale
Il self publishing è reso possibile dalle innovazioni tecnologiche nei processi di stampa di un libro, e in particolare dalla evoluzione della stampa digitale che permette di stampare un libro con ottima qualità, a basso prezzo e in un numero di copie limitato

La stampa digitale permette la stampa di un libro on demand, su richiesta, senza necessità di sostenere investimenti iniziali per produrre grandi quantitativi, senza costi per tenere copie a magazzino ed eliminando gli sprechi legati alla necessità di mandare al macero, o distruggere, le copie rimaste invendute. Le imprese di self publishing adottano un sistema di web to print: permettono agli utenti di stampare un libro partendo da un sito web e riceverlo a casa stampato e rilegato. Questo sistema permette di stampare un libro senza ricorrere ad un editore o a una tipografia tradizionale.

Self publishing, dati e cifre
Il mercato anglosassone. Una ricerca citata dal Guardian evidenzia come il self publishing nel mondo anglosassone sia decisamente più evoluto rispetto a quanto accada in Italia. Un dato comune è la soddisfazione degli autori che decidono di autopubblicare.

La presenza di casi di straordinario successo, possibile nel vasto mercato anglosassone, rappresenta naturalmente la cima di una piramide che permette comunque alla maggior parte degli autori di trarre ricavi dalle vendite di libri, in parte investitinella promozione delle proprie opere. Altro dato comune è l’abitudine di pubblicare molti libri, e quasi mai uno solo. Pubblicare più libri, creando una sorta di minicatalogo personale, offre all’autore diversi benefici di marketing e tende ad accrescere le vendite

Il self publishing in Italia: i numeri di ilmiolibro.it.
(aggiornamento dicembre 2015) Ilmiolibro è il più usato tra i siti di self-publishing in Italia. Nei quattro anni dalla nascita del servizio è stato utilizzato da oltre 35.000 autori e scrittori che hanno creato, tra novità e nuove edizioni, più di centomila diversi titoli. La piattaforma on line si caratterizza per la semplicità d’uso, i ridotti tempi di produzione e spedizione dei libri, la presenza di una community vivace di circa trecentomila utenti registrati, appassionati di libri e di scrittura.

A dicembre 2015 oltre ventimila autori e scrittori hanno una pagina sul sito con almeno un libro pubblicato e in vendita, per un totale di oltre trentacinquemila titoli. Chi usa il self publishing? Il self publishing è usato per pubblicare opere di narrativa, di poesia e pubblicazioni di ogni tipo in ambito non fiction: pubblicazioni scientifiche, manuali, saggi, ricerche, guide, instant book. Ma sul sito è possibile anche pubblicare libri di fumetti o pubblicare la tesi di laurea. Il servizio è utilizzato da professionisti, professori universitari, ricercatori, scrittori di narrativa, giovani laureati, appassionati di letteratura. E’ possibile ricavare alcune informazioni generali sui profili degli autori e degli scrittori che usano il self publishing a partire dal catalogo delle opere pubblicate sul sito o consultando le classifiche di libri e ebook.

La quota più rilevante delle opere appartengono alla narrativa e alla poesia, ma sono molto rappresentate anche la saggistica di attualità e la saggistica professionale.

Una curiosità
A dicembre 2011 ha preso il via il servizio di registrazione del codice ISBN. I libri pubblicati con ISBN nel solo mese di dicembre hanno fatto salire la community di ilmiolibro al quarto posto nella classifica per numero di titoli pubblicati nel 2011, subito dietro a Mondadori (elaborazione su dati Informazioni Editoriali).

E’ possibile che a partire dal 2012 l’insieme delle opere pubblicate dagli autori di ilmiolibro abbia superato il totale delle opere pubblicate dal più grande editore italiano. Se si considerano tutte le opere pubblicate attraverso la piattaforma (anche quelle di cui non è registrato l’isbn) il totale delle novità 2011 pubblicate in self publishing su ilmiolibro è stato di oltre cinquemila titoli, mentre il totale degli editori italiani hanno pubblicato nello stesso periodo circa quarantamila novità.

Editori sì, editori no
E’ possibile operare una distinzione generale tra autori e scrittori che hanno usato in passato una casa editrice e scelgono il self publishing perché offre vantaggi in termini di guadagno, semplicità, tempi rapidi di pubblicazione; dall’altra scrittori e autori che grazie al self publishing si avvicinano alla pratica di pubblicare un libro.

Quindi il self publishing rappresenta sia uno strumento alternativo rispetto alla editoria tradizionale, sia uno strumento di espansione della fascia di coloro che pubblicano un libro. Chi scrive con l’obiettivo principale di massimizzare le vendite e guadagnare trova utili informazioni nella guida per promuovere, pubblicizzare e presentare un libro Gli scrittori di narrativa che vivono la pubblicazione come una palestra, una occasione di confronto, la possibilità di ricevere valutazioni e, perché no, trovare un grande editore, possono trovare risorse per la scrittura, concorsi letterari all’interno del progetto di scouting letterario ilmioesordio

Il self publishing: consigli, regole e link utili

 

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