SEO al negativo - Seo step by step a cura di Libero Fusi

Nov 6th, 2020 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B, Marketing


La negative SEO consiste in una serie di azioni fatte allo scopo di peggiorare il posizionamento di un concorrente sui motori di ricerca.

Queste tecniche sono in qualche caso utilizzate, ma di solito vengono eseguite maldestramente, non provocando ripercussioni sul posizionamento del sito.

Inoltre, Google ha implementato delle contromisure nel proprio algoritmo per non farsi ingannare da chi fa SEO senza scrupoli.

Le attività più comuni svolte in questo campo sono:
• Creazione di backlinks spam (da siti di bassa qualità).
• Copia dei tuoi contenuti su altri siti.
• Rimozione degli attuali backlinks persuadendo le fonti a rimuoverli.
• Hacking con malware o deindicizzazione

Cosa si può fare per prevenire queste attività?

Innanzitutto, dovresti monitorare il tuo account Google Search Console per intervenire tempestivamente se Google dovesse informarti di contenuti malware o azioni manuali contro le tue proprietà di GSC.

Poi dovresti periodicamente monitorare il profilo backlinks e keyword rankings, perché è essenziale rendersi conto di eventuali cambiamenti significativi come un aumento di 500 backlinks in un mese o la perdita di 10 posizioni su decine di parole chiave.

E’ possibile notificare a Google di non considerare alcuni backlinks di bassa qualità : esiste un apposito strumento di Google, Disavow tool, che consente di caricare una lista di domini da escludere.

Per il discorso plagio contenutistico è possibile usare Copyscape.com e verificare chi ha pubblicato parti dei tuoi articoli al fine di richiederne la rimozione immediata o inviare un DMCA report (notifica di violazione di copyright) a Google.

Per la Local SEO, c’è, invece, il problema delle recensioni negative fittizie lasciate
appositamente per danneggiare la tua reputazione e farti perdere posizioni. Potresti
presentare una segnalazione a Google e persino agire legalmente nei confronti degli
autori dei falsi.

Da un punto di vista strutturale sicuramente è importante verificare che il sito sia sempre raggiungibile.

Alcuni hacker, invece, preferiscono far credere che tutto vada bene, inserendo dei malware nascosti nelle pagine, di cui ci si accorge solo tempo dopo.

Un’altra pratica è l’inserimento del meta robots noindex nella sezione di
tutte le pagine, che comporterà la deindicizzazione di tutto il sito.

Per difendersi da attacchi di questo tipo, oltre a usare un firewall sull’hosting (WAF)
e altre varie misure di sicurezza, potresti verificare periodicamente l’indicizzazione
del sito usando la ricerca Google site:nomesito.it

Vedrai così il numero totale delle pagine nell’indice di Google e soprattutto eventuali
contenuti che non riconosci: è possibile per esempio che gli hacker carichino nel server un’intera sottocartella con migliaia di pagine ricche di contenuti spazzatura (per esempio pornografici) con il solo scopo di danneggiare volutamente la reputazione dell’azienda, compromettendo anche eventuali sforzi in ambito SEO.

Per informazioni o dettagli contattami:
Libero Norberto Fusi
libero.fusi@4tmarketing.com
Cell: 347 3217653

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