Sfida tra birre a Milano, caprone contro sfottò

Apr 27th, 2021 | Di Redazione | Categoria: UAU Communication


Al momento a Milano compare una strana struttura, un’enorme caprone che campeggia tra gli avveniristici grattacieli della moderna piazza Gae Aulenti. Impossibile non vederlo considerando le dimensioni ma pochi sanno che quella costruzione, in realtà, è teatro di uno scontro silenzioso tra due dei principali gruppi mondiali di birrem sfida che si realizza a colpi di Uau communication

L’arrivo di Kozel

La somiglianza del caprone con il cavallo di Troia è evidente, la funzione meno e solo il 22 aprile sera è stata svelata. Olda, questo il nome dell’animale, in realtà è il protagonista di una mossa di guerrilla marketing per lanciare nel nostro Paese un nuovo marchio birrario: Kozel (questa birra che prende il nome da un caprone, nasce nel 1874 a Velke’ Popovice in Repubblica Ceca. Kozel ha già ricevuto oltre 200 premi in riconoscimento qualità).

Forte di 4,5 milioni di ettolitri venduti in 48 Paesi, il brand ceco penetra anche Italia con due birre, una Premium Lager e una Dark Lager che vanno a infoltire il ricco portafoglio di Peroni. L’obiettivo è diventarne uno dei principali e per questo la produzione avverrà in Italia, nello stabilimento di Padova, rispettando la ricetta originale.

Fin qui tutto bene se non fosse che sulla medesima piazza, proprio di fronte al caprone, è comparsa un’affissione particolare. Mostra una birra lager italiana, la Lisa, e una frase a effetto: «Solo una capra non capirebbe quanto è buona la birra italiana». La firma è di Birra del Borgo, uno dei più celebri marchi artigianali italianipassato nel 2016 sotto le insegne del gruppo AB Inbev.

I due sfidanti

Quello che sembrava solo una tenzone tra due aziende in realtà è uno scontro aperto tra due titani. Da una parte c’è appunto AB Inbev, primo gruppo al mondo con un fatturato di 52,3 miliardi di dollari e un portafoglio di 500 marchi tra cui Stella Artois, Corona, Bud, Leffe, Hoegaarden, Spaten, Franziskaner. Dall’altra Kozel, che fa parte di Asahi, la multinazionale giapponese numero sette al mondo con 19,2 miliardi di dollari di fatturato e referenze come Grolsch, Peroni, Meantime, Pilsner Urquell e Dreher.

La vittoria sarà decisa solo da noi: cosa verseremo nel bicchiere?

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