Si lavora alla fusione Audiweb-Audipress per una rilevazione della total audience che unisca online e carta. Sponsor Upa

Lug 23rd, 2020 | Di Redazione | Categoria: Breaking News


Audiweb 2.0 ha meno di tre anni di vita (è stato lanciato il 15 settembre 2017), ma è già superato. Tanto è vero che si sta lavorando per arrivare a un nuovo sistema di rilevazione dell’audience, più affidabile e comprensivo, la cui gestazione però non è semplice.

Il 21 luglio si è riunito consiglio di amministrazione della società, partecipata dagli editori online (riuniti in Fedoweb), dagli investitori pubblicitari (Upa) e dalle agenzie di pubblicità (Assap), per valutare la situazione dopo che Nielsen, il partner tecnologico che gestisce le misurazioni, ha annunciato la sua intenzione di abbandonare l’attuale sistema di rilevazione e quindi di rescindere anticipatamente il contratto con la società presieduta da Marco Muraglia, che scade alla fine dell’anno.

La decisione di Nielsen è dettata dai mutamenti tecnologici che stanno investendo il settore, come l’abbandono dei cookie di terze parti deciso dai principali player (Apple li ha già esclusi da Safari e Google ha annunciato che entro due anni li escluderà da Chrome) e dai problemi creati dalla collaborazione a livello internazionale con Facebook. È il social network fondato da Mark Zuckerberg, infatti, che fornisce a Nielsen i big data necessari per la profilazione degli utenti e per evitare le duplicazioni (le persone che visitano lo stesso sito usando browser o device diversi).

In Italia la collaborazione con Facebook è stata al centro di numerose polemiche per le sue implicazioni in termini di concorrenza e di privacy ed è stata anche oggetto di una lunga istruttoria da parte dell’Agcom, conclusa nel luglio 2019 con la prescrizione da parte dell’Autorità di ulteriori verifiche e controlli, di cui non si conosce ancora l’esito, dato che i termini previsti inizialmente sono stati prorogati per l’emergenza coronavirus.

Problemi analoghi sono emersi anche in altri Paesi, tanto che Facebook ha manifestato la sua intenzione di non fornire più a terzi i propri big data. Nielsen è corsa ai ripari predisponendo la nuova metodologia di rilevazione, che è stata comunicata ufficialmente proprio il 21 luglio, in contemporanea con l’annuncio da parte di Audiweb dei lavori in corso per arrivare a un nuovo sistema di rilevazione, in linea con i nuovi scenari tecnologici e normativi.

L’ecosistema digitale si sta evolvendo verso una sempre maggiore attenzione alla privacy e a una minor dipendenza dai cookie per cui si rende necessaria una riprogettazione dei flussi di lavoro e un approccio diverso con i fornitori di dati, spiega Nielsen. La multinazionale americana delle ricerche di mercato promette (senza entrare nei particolari) che il nuovo sistema di rilevazione rispetterà la privacy degli utenti e offrirà all’industria editoriale una misurazione cross mediale. Questa nuova metodologia – conclude il comunicato – sarà sviluppata gradualmente, per garantire la continuità della misurazione ai clienti, a partire dall’inizio del 2021. Non si sa, al momento, se i dati che fornirà il nuovo sistema saranno compatibili e raffrontabili con quelli precedenti.

Fino a dicembre Nielsen continuerà a fornire i suoi servizi di rilevazione ad Audiweb, che pubblicherà quindi i consueti report mensili sulla total digital audience fino al febbraio 2021. Nel frattempo Audiweb dovrà studiare la nuova metodologia proposta da Nielsen e stabilire se è possibile continuare una relazione con la multinazionale americana su queste nuove basi oppure valutare le alternative presenti sul mercato e scegliere un nuovo partner.

Ma c’è un’altra opzione sul tavolo che permetterebbe di uscire dall’impasse con una soluzione ancora più interessante a livello di sistema: arrivare a una rilevazione unica dell’audience per l’online e la carta, fondendo Audiweb con Audipress, la società che rileva la diffusione di quotidiani e periodici, presieduta da Ernesto Mauri e di cui fanno parte, l’Upa, gli editori della Fieg e le aziende della comunicazione riunite nell’Una.

È una ipotesi fortemente caldeggiata dal presidente dell’Upa, Lorenzo Sassoli de Bianchi, e dal direttore generale Vittorio Meloni. Su impulso dell’Upa in gennaio si è aperto un tavolo di confronto tra le parti che sta valutando come arrivare a una rilevazione complessiva della total audience che riguardi sia gli editori tradizionali sia quelli online, partendo dal presupposto che il mondo va verso il digitale e una convergenza accelerata, per cui è utile e opportuno arrivare a un accordo tra gli stakeholder delle due società. Se questa ipotesi andrà in porto si arriverà alla fusione delle due ricerche (quella di Audipress è condotta da Doxa, e il contratto scade nel 2022), vale a dire a una misurazione integrata, unitaria dei vari brand in tutte le loro declinazioni: carta, replica digitale, app, sito web, eccetera.

via www.primaonline.it

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