Social Media: ecco come li usano le diverse generazioni

Apr 7th, 2020 | Di Redazione | Categoria: Breaking News


Dai baby boomer alla generazione Y, fino ai post millennial: come cambia l’uso dei social media e cosa lo determina

Li usiamo tutti per informarci, intrattenerci, per farci i fatti degli altri, per guardare foto e viaggiare con la mente, per saperne di più su qualcuno, per pubblicizzare noi stessi e la nostra azienda. I social media sono entrati a far parte della vita di ognuno di noi in modi e tempi differenti. L’uso dei social varia, infatti, da generazione in generazione. Ogni fascia generazionale introietta caratteristiche e potenzialità dei social in modo personale e soggettivo.

La percezione del sé, rispetto ai contenuti di cui fruiamo quotidianamente attraverso i social, varia, in particolar modo, se parliamo dei baby boomer e delle generazioni Y e Z.
Baby boomer, generazione Y e post millennial: chi sono?

I baby boomer, nati tra gli anni ‘40 e gli anni ‘60, sono i cosiddetti “immigrati digitali” , secondo la definizione del 2001 di Marc Pensky. Coloro che non sono nati “immersi” nelle nuove tecnologie e che hanno imparato ad utilizzare da adulti, cioè quando coscienza critica, percezione del sé e identità erano già formate da un pezzo.
La Generazione X (nati fra 1964 e il 1976, quindi 54-43 anni) è più simile al comportamento dei Baby Boomers, sui social passa meno di due ore al giorno e utilizzano con percentuali quasi simili YouTube e Facebook (rispettivamente 84% e 77%). Nettamente inferiore è l’uso di Instagram (45%) battuto invece da WhatsApp (55%). Poco diffuso è invece Twitter, sul quale è presente solo il 38% di questi utenti.
La generazione Y, invece, comprende i nati tra gli anni ‘80 e il 2000 ed è rappresentata dai “nativi digitali” - sempre secondo Prensky - i figli delle nuove tecnologie, eternamente connessi.
La generazione Z è quella dei post millennial, dei nati dopo il 2000, iperconnessa e multimediale.

Ciò che accomuna la generazione Z e la generazione Y e ciò che differenzia queste due da quella dei baby boomer è, sicuramente, il rapporto con le nuove tecnologie e quindi con i social media.

Generazioni social: strumenti o veicoli d’informazione

La differenza sostanziale nell’uso dei social da generazione in generazione è la percezione, che va da “strumenti” di informazione a “veicoli” di informazione. Sì, perché se per alcuni informarsi tramite i social significa che i social in sé forniscono il contenuto dell’informazione, la realtà è ben diversa. I social sono piattaforme che riempiamo con ciò che vogliamo, ciò che ci piace e ciò che è più vicino ai nostri modi di pensare. Le pagine d’informazione, ad esempio, sono diverse da utente a utente, in base a quelle che si preferisce seguire. Di conseguenza, anche le informazioni saranno - tendenzialmente e pressappoco - diverse.

La generazione dei baby boomer - mediamente, s’intende - tende ad interpretare i social network come fonti informative a cui fornisce una fiducia e una credibilità molto elevata. Questo deriva dal fatto che avendo imparato ad utilizzarli successivamente, non riescono a “governarli” nella loro totalità e il loro utilizzo diventa, quasi, un gioco forza tra piattaforma e utente.

Le generazioni Y e Z, invece, - sempre mediamente - riescono ad avere un quadro più completo del luogo digitale dove si trovano, percependo come fonte non il social network in generale, ma la pagina o l’utente che pubblica il contenuto.

Si tratta di un problema - o meglio di una variazione - della percezione.

Instagram VS Facebook

Le nuove generazioni - gli under 23, soprattutto - si stanno spostando in massa su Instagram, questo è chiaro. Fino a qualche anno fa, Facebook era il social network più utilizzato. Oggi la differenza è netta: generazione Y e Z sono su Instagram (73%) e su Youtube (62%), i baby boomer sono su Facebook.
Secondo Marketing Charts, le generazioni adottano comportamenti differenti sui social. In particolare, i baby boomer hanno un comportamento meno interattivo: pubblicano foto e post, non allo scopo di “chiacchierare” con gli altri utenti. Millennial e post millennial, invece, tendono ad usare i social per interagire.
Influencer marketing ed eCommerce

Il concetto di influencer è molto più familiare alle nuove generazioni, per questo esse sono più sensibili all’influencer marketing. In particolare, le generazioni Y e Z sono più reattive al fascino delle celebrities sui social rispetto non solo ai baby boomers ma anche alla generazione X.

Invece, per quanto riguarda gli acquisti online - come accadde per la nascita della Pepsi Generation, pensata preventivamente per i baby boomer di domani - si potrebbe pensare che siano ancora loro ad avere maggiori risorse per acquistare. Eppure, i baby boomer non si lasciano andare agli acquisti tramite eCommerce che guardano ancora non proprio di buon occhio e rimangono ancorati ai negozi fisici.

I giovani, nonostante non dispongano di grandi risorse economiche, rappresentano il principale target di chi fa vendita online.

Ancora una volta, ciò che traspare è il valore dell’interattività. Quell’interattività che differenzia, in sostanza, il comportamento dei baby boomers sui social da quello delle generazioni dei millennial e post millennial.

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