Stada e Kantar Research: Così l’anno del Covid-19 ha cambiato il punto di vista dei cittadini sulla salute

Giu 27th, 2021 | Di Redazione | Categoria: Ricerche e Osservatori


È difficile individuare nel recente passato un periodo paragonabile al momento storico che stiamo vivendo e che ha avuto, e continua ad avere, considerevoli ripercussioni a livello globale. Ma in che termini la pandemia da Covid-19 ha cambiato il rapporto dei cittadini europei con la propria salute? L’emergenza sanitaria ha rafforzato o diminuito la loro fiducia nei confronti del sistema sanitario? E ancora: cosa ne pensano dei vaccini?

Queste solo alcune delle domande al centro dello STADA Health Report 2021, un ampio sondaggio internazionale su una vasta gamma di temi di salute realizzato dal Gruppo STADA, in collaborazione con il Kantar Market Research Institute tra marzo e aprile 2021, su oltre 30 mila persone in 15 Paesi europei: Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Russia, Serbia, Spagna, Svizzera, Ucraina e Regno Unito.

Preoccupazioni per la malattia e il futuro

Contrariamente a quanto si possa pensare, il timore di ammalarsi a causa dell’infezione da Covid-19 non è stata la preoccupazione principale per la maggioranza dei cittadini europei: oltre la metà (52%) ha risentito maggiormente della mancanza di contatti interpersonali con la propria famiglia o gli amici. Segue al secondo posto, con una percentuale del 42%, la paura del contagio mentre 1 intervistato su 3 si è detto preoccupato per le ripercussioni economiche e lavorative dell’emergenza sanitaria.

E per noi italiani, quali sono state le principali paure? In base ai risultati della ricerca, più della metà (53%) dei nostri connazionali ha menzionato il timore di ammalarsi, collocandosi al secondo posto della classifica dietro agli spagnoli (54%). Parimenti, l’Italia è risultata seconda, sempre dopo la Spagna (44%), per la percentuale di coloro (41%) che hanno espresso grande preoccupazione per il futuro, come, per esempio, la perdita o la riduzione del lavoro.

Fiducia nel sistema sanitario

Nonostante le preoccupazioni relative al Covid-19, la popolazione italiana mostra un livello piuttosto alto di fiducia nei confronti del sistema sanitario nazionale: due terzi degli intervistati (65%) ritiene che il sistema sanitario sarebbe pronto ad affrontare una pandemia simile in futuro, collocando l’Italia al quarto posto tra i 15 Paesi intervistati, dietro solo a Portogallo, Regno Unito e Spagna.

Elogio per medici, infermieri e personale ospedaliero nella lotta al Covid-19

Alla domanda su quali categorie abbiano contribuito maggiormente alla lotta contro la pandemia di coronavirus, più di quattro quinti degli italiani (82%) ha elogiato il lavoro svolto da medici, infermieri e personale ospedaliero, in linea con la media del sondaggio (pari all’81%), mentre sono stati più critici nei confronti dei decisori politici.

«Fa piacere vedere che la popolazione italiana riconosce il ruolo cruciale svolto da medici, infermieri e altri operatori ospedalieri nella lotta contro la pandemia – ha commentato Salvatore Butti, Manager & Managing Director di EG STADA Group, sottolineando come anche i farmacisti hanno dato un contributo prezioso – Attraverso il nostro ampio portafoglio di farmaci equivalenti, biosimilari e specialistici e prodotti di consumer healthcare, EG è pienamente impegnata a lavorare con i propri partner sanitari per garantire sia l’accesso dei pazienti a trattamenti di alta qualità che la sostenibilità del sistema sanitario italiano».

Le abitudini acquisite con la pandemia di Covid-19

Le azioni messe in atto per proteggere la propria salute durante la pandemia sembrano essere ormai consolidate nel nostro Paese. Più della metà degli italiani (53%) intende continuare a lavarsi le mani in maniera più accurata: si tratta della percentuale più alta insieme all’Ucraina. Quasi due italiani su cinque (38%) intendono mantenere il distanziamento sociale (la media del sondaggio è pari al 33%) e aumentare la pulizia e l’igiene della propria casa (la media del sondaggio è del 31%).

Inoltre, quasi un terzo degli italiani (31%) prevede di continuare a usare mascherine nei luoghi affollati anche una volta che la pandemia sarà passata: percentuale che colloca il nostro Paese al secondo posto insieme alla Spagna, dietro solo al Regno Unito (38%).

App di salute e foglietto informativo elettronico

Gli italiani rientrano nella media europea per quanto riguarda la loro disponibilità nell’utilizzare sul loro telefono cellulare le app per la salute: quasi un quarto degli intervistati (24%) ritiene che tali applicazioni potrebbero aiutarli ad avere una migliore comunicazione digitale con il proprio medico, percentuale superata solo dai portoghesi (28%).

Inoltre, quasi nove italiani su 10 (87%) sarebbero disposti a usare foglietti informativi elettronici, ad esempio scannerizzando un codice sulle confezioni dei medicinali. Questo risultato colloca il nostro Paese al secondo posto (al pari con l’Ucraina), dietro solo al Portogallo (89%). Più di due italiani su cinque (42%) ritengono che i foglietti illustrativi in formato elettronico sarebbero più pratici da usare e causerebbero meno rifiuti.

Vaccini anti Covid-19

Oltre tre quarti (76%) degli italiani ha espresso un atteggiamento positivo nei confronti della vaccinazione obbligatoria anti Covid-19, collocandosi al secondo posto dopo il Regno Unito (79%), e di gran lunga sopra la media europea (61%).

Due quinti (39%) credono che la vaccinazione obbligatoria sia importante per proteggere la società, e una percentuale simile (37%) ritiene che aiuterebbe a prevenire malattie pericolose. Solo un italiano su sei (17%) ha espresso preoccupazione per i possibili effetti collaterali dell’immunizzazione, percentuale inferiore alla media europea del 22%.

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