Stetoscopio, il nuovo studio che fotografa il sentire degli italiani

Apr 19th, 2021 | Di Redazione | Categoria: Breaking News, Ricerche e Statistiche


Attraverso Stetoscopio 2021, uno studio nato all’interno della partnership Evolving Partners l’istituto MPS Evolving Marketing Research e la società di comunicazione e innovazione NT Next – Evolving Communication, fanno il punto della situazione sulle conseguenze della pandemia, cercando di individuare e prevedere come e quanto i nuovi comportamenti degli italiani diventeranno parte di una nuova normalità, con l’obiettivo di delineare nuove rotte strategiche nell’area della comunicazione e del marketing.

La pandemia da Covid-19 ha impattato violentemente sulla quotidianità degli italiani, mettendoci di fronte ad uno scenario inedito in rapida e continua evoluzione.

All’interno di un quadro delicato, l’analisi dei dati raccolti, confrontati con il periodo di Aprile 2020 (quando l’intero Paese era sotto shock) e soprattutto con i dati delle edizioni pre-Covid, ha messo però in luce anche una serie di atteggiamenti e processi che contengono elementi positivi.

L’Italia è un Paese di combattenti: ha saputo farsi resiliente di fronte ad una crisi che non aveva precedenti, facendo di necessità virtù.

In occasione della rilevazione più del 70% degli italiani si è dichiarato pronto a reagire, puntando su informazione e preparazione.

In una condizione economica critica, avendo dovuto fare delle rinunce (il 96% degli intervistati) e avendo sperimentato una riduzione del reddito familiare (4 su 10 nell’ultimo anno hanno subito un calo del 14%), gli italiani, dove possibile, hanno reagito mettendo in campo strategie di risparmio: più del 17% dei cittadini ha speso meno rispetto al periodo precedente la pandemia.

La ridotta possibilità di spostarsi ha sicuramente inciso sulla riduzione della spesa, avendo azzerato di fatto viaggi e divertimenti, ma lo studio ha rilevato anche una diversa attribuzione di valore ad altre categorie, tra acquisti che prima erano considerati utili e oggi sono visti come accessori.

In questo contesto gli italiani hanno mantenuto la fiducia nelle proprie capacità di gestire il bilancio, che è oggi pari al 70%, sostanzialmente stabile rispetto al periodo pre-Covid.

Significativo il ruolo della tecnologia, sia come tool per gestire la spesa, sia come strumento essenziale per mantenere le relazioni interpersonali (crescita delle videochiamate: +4%; crescita della produzione e condivisione dei contenuti: +12%).

Oggi più di 1 italiano su 3 acquista online attrezzature sportive, abbigliamento e accessori, articoli per bambini, articoli per animali, arredamento e oggettistica per la casa e addirittura 1 italiano su 2 acquista online prodotti culturali (libri, musica ecc).

Nel periodo pre-Covid solo 1 italiano su 5 lo faceva.

Più critico invece il sentiment relativo alla condizione lavorativa: non solo il livello di soddisfazione della propria condizione è inferiore del 3% rispetto agli scorsi anni, ma anche le prospettive future vedono un incremento che tocca appena la sufficienza (indice di soddisfazione al 64%).

Potrebbe avere un’incidenza positiva la scelta delle aziende di potenziare il lavoro agile: 6 intervistati su 10 non solo hanno gradito la possibilità di lavorare a distanza, ma vorrebbero poterne usufruirne stabilmente anche dopo la fine della crisi sanitaria.

La visione del ruolo delle istituzioni e dei servizi di questo periodo mette in luce qualche ammaccatura, in alcuni casi scendendo sotto il livello -già negativo – del periodo pre-Covid.

In generale la fiducia verso il proprio comune, la regione e il governo italiano è calata di circa il 10% rispetto al 2020, quando si era nel pieno della pandemia.

Ma nemmeno la valutazione della qualità dei servizi è positiva: istruzione, sicurezza e informazione registrano dei cali rispetto al periodo pre-Covid (Istruzione -3%; Sicurezza -7%; Informazione – 5%).

Solo la fiducia nei confronti della sanità registra il segno più (+1% rispetto al periodo pre-Covid) probabilmente per la dedizione e abnegazione dei sanitari.

Buona accoglienza invece per i bonus e i sostegni messi in campo dal governo, in particolare quelli più tangibili come il cashback (70% dei giudizi positivi), il bonus bicicletta (85%) e il bonus cultura (75%).

In generale si delinea un quadro con una scarsa fiducia nelle istituzioni, dove gli atteggiamenti positivi si limitano ad una generica speranza verso un domani migliore (22%).

Come Paese abbiamo dimostrato che l’accelerazione digitale è possibile, e che gli italiani ormai si sentono pronti ad un uso più esteso di strumenti tecnologici.

Ora è il momento di supportare questa apertura investendo: potenziare gli strumenti digitali nelle aziende, confermare la modalità del lavoro agile come opzione continuativa, supportare lo sviluppo di strumenti tecnologici che favoriscano le relazioni personali, fondendo mondo fisico e mondo digitale.

Nel rapporto con i consumatori la customer experience diventerà sempre più strutturata e centrale, puntando sull’ibridazione tra fisico e digitale, con la forte esigenza di ricostruire relazioni intime, umane ed empatiche.

Un invito, dunque, per l’imprenditoria ma anche per le istituzioni, che sul piano comunicativo, dovranno assumersi la responsabilità di tornare a stimolare i valori costruttivi che hanno caratterizzato il nostro Paese, quali la solidità e la resilienza, con l’obiettivo di trasmettere messaggi positivi per risollevare la fiducia degli italiani che nei momenti più duri hanno dimostrato di saper affrontare le difficoltà e migliorarsi.

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