Storia ed evoluzione dei Social Media

Ago 30th, 2021 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B, Comunicazione, Marketing


A differenza di quello che molti possono pensare il primo vero social non è stato quello che oggi è il re dei social network, cioè Facebook. Nemmeno MySpace, ovvero quella piattaforma che anni fa è stata trampolino di lancio per molti dei grandi artisti musicali del presente, ha avuto questo primato.
Il record di primo social appartiene infatti a SixDegrees.

Nato nel 1996 dalla mente di Andrew Weinreich e lanciato l’anno successivo, venne chiamato cosi in seguito alla teoria dei sei gradi di separazione secondo la quale ogni individuo è collegato a qualunque altra persona attraverso una catena di conoscenze composta da un massimo di 5 intermediari.

Nonostante SixDegrees avesse dalla sua un idea vincente doveva fare i conti con un periodo storico non altrettanto buono. Il web era ancora acerbo e non accessibile a tutti, e malgrado il milione di iscritti la piattaforma non cresceva abbastanza. Cosi nel 2000 questo social chiuse i battenti.

L’anno più importante per la storia dei Social Media è il 1997 perchè è il momento in cui nasce il primo vero e proprio Social. Tuttavia, prima di questa data esistevano già reti informatiche localizzate che permettevano la comunicazione tra utenti seppur in numero limitato.

Ad esempio, negli anni ‘70 nacquero i primi Bulletin Board System (BBS), sistemi che offrivano la possibilità agli utenti di connettersi attraverso una linea telefonica, di utilizzare funzioni di messaggistica e di condivisione di file.

Alla fine degli anni ’80 fu il momento dell’Internet Relay Chat (IRC), un protocollo di messaggistica istantanea che consentiva il dialogo fra due utenti o gruppi di utenti.

Molti altri sistemi di questo tipo sono nati negli anni successivi, ma solo con l’avvento di SixDegrees nel 1997 avvennero i cambiamenti più importanti nella storia dei Social Media. Tale piattaforma permetteva di richiedere amicizie, inviare e condividere messaggi sulla bacheca. Queste funzionalità vi ricordano qualcosa? Sì, sono le stesse alla base di Facebook.

Tra i Social Media successivi si può menzionare Friendster, nato nel 2002, che dava la possibilità di conoscere persone nuove e di restare in contatto con gli amici. La quantità elevata e inaspettata di accessi determinò numerose problematiche tecniche che portarono gli utenti a utilizzare un Social Media competitor: MySpace.

Myspace: il social per gli artisti emergenti

Nato nell’agosto del 2003 Myspace è stato il primo vero social ad essere riconosciuto a livello mondiale. Si tratta di un sito che offre la possibilità di creare un proprio profilo personale e consente di connettersi ad una rete sociale fatta di altri profili personali, blog, musica, gruppi musicali. Rimanendo nel tema musica c’è da dire che Myspace ha giocato un ruolo fondamentale per la nascita di molti dei più famosi artisti del momento. Basta pensare a Mika, Nicki Minaj e gli Arctic Monkeys che grazie a questa piattaforma hanno potuto condividere la loro musica e diventare ciò che sono oggi.

In quel periodo Myspace ha avuto un forte impatto a livello mediatico tanto da diventare, nel giugno del 2006, il sito più visitato negli Stati Uniti superando Google. Dopotutto parliamo di uno tra i primi social network a diffusione globale. Purtroppo con l’avvento di un certo Facebook il social degli artisti ha avuto un netto calo di utenti e ad oggi non fa più i numeri che faceva una volta, nonostante sia ancora un sito operativo.

Esistono un paio di aneddoti che riguardano Myspace.

Nel 2005 Chris DeWolfe, co-fondatore del social, rifiuto l’acquisizione di una società a fronte di una richiesta di 75 milioni di dollari da parte del suo proprietario. Quella persona era Mark Zuckerberg.
Nel 2011 la società viene acquistata per 35 milioni da Media Group e Justin Timberlake. Proprio quest’ultimo era stato parte del cast di “The Social Network”, film che racconta la nascita di Facebook.

Nato nel 2003, MySpace visse il suo periodo d’oro fino al 2006, anno in cui Facebook e Twitter cominciarono ad espandere la propria cerchia di iscritti in tutto il mondo.

Sempre nel 2003 venne lanciato LinkedIn, il social orientato al mondo del lavoro.

Linkedin: Il nuovo modo di intendere il mercato del lavoro

storia dei social networkNegli anni abbiamo assistito alla nascita e allo sviluppo di molte cose e, dalla tecnologia alle nuove mode, abbiamo avuto modo di assistere a dei cambiamenti importanti. Allo stesso modo sono cambiate anche le professioni e il mondo di intendere il lavoro rispetto ad alcuni decenni addietro; e questo i creatori di Linkedin lo avevano capito.

Nata nel 2002, dopo un inizio incerto l’azienda riusci a risollevarsi nel 2004 introducendo delle funzionalità per promuovere la sua offerta alle piccole imprese. Nel 2010 Linkedin possedeva 90 milioni di utenti, 10 uffici nel mondo e 1000 dipendenti.

Linkedin è una rete sociale pensata per i professionisti. Il suo scopo fu quello di interconnettere quei profili che richiedevano e offrivano, appunto, una professionalità. Tramite il proprio profilo è possibile rendere pubbliche le proprie skills al fine di proporsi o di essere rintracciato più facilmente dalle aziende che ricercano quel tipo candidato.

Nel 2016 è stata acquistata da Microsoft per l’enorme somma di circa 26 miliardi di dollari, rendendo questo il più grande investimento fatto dalla società di Bill Gates fino ad oggi.

Il 2004 è la volta di Facebook, che venne progettato inizialmente per gli studenti dell’Università di Harvard, e successivamente venne aperto anche agli studenti di altre scuole della zona di Boston, della Ivy League e della Stanford University, per poi essere diffuso anche agli studenti delle scuole superiori. Da quel momento Facebook ebbe un successo enorme, diventando il terzo sito più visitato al mondo dopo Google e YouTube.

Youtube nasce nel 2005 con l’obiettivo di visualizzare e condividere contenuti video in rete.

Il 14 febbraio del 2005 tre ragazzi, ovvero Chad Hurley, Jawed Karim e Steve Chen, fondano Youtube. Una piattaforma di video sharing, cioè di condivisione e di visualizzazione di video: il primissimo video caricato fu “Me at the zoo” caricato dallo stesso Karim.

Youtube partiva con una impostazione abbastanza semplice infatti, dopo essersi iscritti al sito, si aveva accesso alla propria dashboard da cui era possibile caricare i video. In questo modo gli altri utenti potevano visualizzare i video, condividerli e votarli con un sistema di votazione a stelle: 1 stella se il video non era piaciuto fino ad arrivare a 5 stelle per il massimo apprezzamento. Negli anni però il metodo di votazione è stato rivisto eliminando le stelle e introducendo i “Mi piace” o “Non mi piace”.

A dare la svolta a questa piattaforma web fu proprio la sua utenza. Negli anni molte persone cominciarono a creare video con contenuti validi; da chi proponeva corsi e tutorial a chi faceva puro intrattenimento, Youtube cresceva in modo spropositato come cresceva il numero di video. In quegli anni stava venendo a galla la figura dello Youtuber, ovvero quella persona che offre il suo contenuto ai suoi iscritti e non. Fare lo youtuber, ovviamente avendo dei numeri di iscritti e visualizzazione importanti, è ormai considerato un lavoro con guadagni talvolta molto interessanti.

Ad oggi Youtube è il secondo sito più visitato al mondo e può essere considerato un social network in quanto è basato sulla condivisione pura attraverso il suo canale principale, cioè i video. Quindi, si può tranquillamente affermare che anche questa piattaforma ha fatto la storia dei social network.

Nel 2006 è stata la volta di Twitter, un microblog che ebbe notevole successo tra le star del cinema e gli sportivi più famosi, motivo per cui ebbe molto seguito tra gli utenti sin dall’inizio.

La nuova epoca dei Social Media inizia nel 2008 quando le aziende comprendono l’importanza di questi strumenti per raggiungere i propri obiettivi di Business. I Social Media sono quindi diventati non solo il luogo virtuale dove conoscere persone, coltivare rapporti e condividere i propri interessi, ma anche veri e propri Marketplace dove le aziende possono pubblicizzare i propri prodotti e servizi a costi più bassi rispetto ai media tradizionali.

Sempre nel 2008 appaiono sulla scena Spotify e Groupon, mentre nel 2010 nascono Instagram, Pinterest e Google Buzz.

I risvolti dei Social Media sono stati molto positivi in termini di socializzazione e condivisione dei contenuti, ma hanno portato, come è noto, anche a numerose preoccupazioni come ad esempio i problemi di privacy e sicurezza nel trattamento dei dati personali. L’evoluzione dei Social Media ha fatto passi da gigante, e ancora sembra non essersi fermata grazie all’introduzione di scenari del tutto nuovi come l’applicazione della realtà virtuale e aumentata. Il finale della storia non si può ancora delineare per cui non ci resta che restare a guardare e goderci lo spettacolo.

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