Storydoing, la nuova frontiera dello Storytelling

Gen 11th, 2021 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B, Comunicazione, Marketing


Hai mai sentito parlare di Storydoing? È la nuova frontiera della comunicazione aziendale, che non si ferma alle parole, ma permette agli utenti di interagire con il brand in maniera attiva, si tratta di una vera e propria rivoluzione!

Per i latini, vigeva il dictat, “verba volant, scripta manent” e sin dalla notte dei tempi sappiamo che le parole hanno avuto un forte potere persuasivo per l’ essere umano.

Possiamo affermare che l’arte di narrare storie, sia nata con l’uomo, infatti da sempre l’essere umano racconta storie, episodi di vita o racconti, al fine di narrare fatti realmente accaduti e storie, per creare empatia e coinvolgimento con il proprio interlocutore.

C’era una volta lo Storytelling

C’era una volta lo Storytelling, ossia l’arte di narrare storie che coinvolgessero l’ascoltatore in maniera emozionale, al fine di creare una relazione tra il narratore e l’interlocutore.

Omero, Dante ed Alessandro Manzoni, potrebbero essere considerati degli esponenti dello Storytelling, infatti, non sono forse le loro opere, dei racconti che da secoli, creano empatia ed engagementEngagement, dall’inglese “coinvolgimento”, è un termine che indica il livello di coinvolgimento degli utenti rispetto ad un’azienda o brand, spesso utilizzato in ambito Social Media Marketing. Vi è… con i lettori?

Tuttavia, la vera e propria comparsa dello Storytelling, come arte di narrare un brandUn Brand è un simbolo identificativo, marchio, logo, nome, parola e/o frase che le aziende usano per distinguere il loro prodotto dagli altri. Una combinazione…, un prodotto ed un’azienda, si ebbe negli USA, a partire dagli anni Novanta.

Lo Storytelling è stato, da quel momento, la tecnica di comunicazione persuasiva, che brand ed aziende hanno utilizzato per creare una relazione solida ed empatica con i propri utenti.

Infatti, un brand non è solamente un logoUn logo è un simbolo composto da testo e immagini che identifica un’azienda. Un buon logo mostra ciò che un’azienda fa e ciò che rappresenta…, ma rappresenta: la storia, la tradizione, la professionalità, il territorio, la qualità, il prodotto, il know how, l’emozione e l’esperienza di un determinato prodotto o servizio, dell’azienda e del brand stesso, che viene raccontato in toto attraverso l’arte dello Storytelling.

Ma raccontare un brand attraverso lo Storytelling è ancora performante nel 2021?

I tempi cambiano, così come il comportamento e l’esperienza degli utenti, infatti se per i millennials, ossia gli utenti nati tra il 1980 e il 2000, bastava “ascoltare” la narrazione del loro brand preferito, per la generazione Z, ossia gli utenti nati dopo il 2000, c’è bisogno di interattività ed azione.

I millennials, attraverso lo Storytelling, si appassionavano ancora di più alla brand identity, ai valori e alla missionLa mission di un’azienda è l’insieme dei suoi obiettivi a lungo termine. Può essere definita come una breve descrizione dello scopo fondamentale di un’azienda. La… trasmessi dal brand e dall’azienda.

Invece, per attrarre la generazione Z non basta raccontare il brand, ma bisogna creare un’esperienza, realizzata su misura per l’utente, che lo ponga come protagonista principale nella comunicazione con l’azienda: l’utente diventa così, al tempo stesso, consumatore e artefice del brand.

Infatti all’utente non basterà più ricoprire il ruolo di interlocutore, ma avrà la necessità ed i mezzi per essere co-protagonista nella comunicazione del proprio brand preferito.

Complici i social media, l’utente vuole e deve avere un ruolo attivo nella relazione con il brand: pensiamo, ad esempio, all’influenza che hanno tanti teenagers su Tik Tok, tanto da diventare brand ambassador

Un Brand ambassador è una persona scelta da un’azienda per rappresentare il brand mettendolo sotto una luce positiva, contribuendo così ad aumentare brand awareness e… dei loro brand preferiti,diventando delle vere e proprie icone tra i loro coetanei.

Il brand non è più un’entità astratta, l’arte di raccontare il brand non è più fatta solo da parole, l’azienda non è lontana dalle proprie Buyer PersonasLe Buyer Personas sono rappresentazioni semi-fittizie del cliente ideale. Si basano su ricerche di mercato, dati reali sui clienti esistenti e alcune ipotesi basate sui…: il brand diventa concreto, prende vita e viene realizzato attraverso le azioni compiute dai propri brand ambassador, clienti e user.

Il brand non è più visto come qualcosa di estraneo dal cliente tipo, l’utente stesso diventa il brand: il proprio utente ideale diventa parte integrante del brand.

Negli ultimi anni lo storytelling ha rappresentato la nuova frontiera del marketing ma, come abbiamo avuto modo di vedere più volte, si è semplicemente trattato di un ritorno ad un modo più personale e diretto di fare promozione attraverso il racconto dei valori dell’azienda (come già avveniva ai tempi di Carosello).

Oggi, grazie alla connessione globale questo trend si è modificato andando a creare un racconto live che coinvolga clienti e azienda in uno scambio di esperienze “in diretta”, così è nato lo storydoing.

Nasce lo Storydoing

Nasce, in questo modo lo Storydoing, una tecnica di comunicazione non solo persuasiva ma attiva, che pone l’utente sullo stesso piano dell’azienda, facendolo quindi cooperare con la stessa.

Lo storydoing è il raccontare in tempo reale ciò che si sta facendo, che ci appassiona, che ci diverte, che ci emoziona. Lo scopo? Coinvolgere altri utenti nelle nostre attività di tutti i giorni, creare interazione, appassionare e ingaggiare. Storydoing è, allo stesso tempo, l’arte di raccontare l’azienda, i valori e i prodotti attraverso i fatti della vita reale.

Lo Storydoing, infatti non solo racconta il brand attraverso la narrazione di una storia, ma permette all’azienda di interagire con la propria audience in maniera attiva: l’utente diventa co-protagonista della narrazione aziendale.

Cambia, quindi il punto di vista sia del narratore che dell’utente: l’utente diventa co-autore della storia del brand, rendendo reali quei pensieri che sono narrati nella comunicazione aziendale ed il modo in cui racconta l’azienda ed il brand, convidendo la sua vision sia online che offline.

L’utente non è più spettatore passivo, ma diventa l’elemento principale della comunicazione del brand: se quindi, negli anni passati, si puntava a trasmettere la potenza del brand, nel 2021, il brand viene divulgato attraverso la propria audience.

Lo Storydoing rappresenta quindi una vera e propria rivoluzione per il marketing e la comunicazione aziendale.

Cambiano i tempi, cambiano gli utenti e soprattutto cambia l’esperienza dell’utente.

Abbiamo visto come l’utente sia diventato il focus di ogni business, ponendolo al centro di qualsiasi strategia di marketing e di vendita e quanto sia importante la User Experience.

Ma perché lo Storydoing piace tanto?

Scopriamolo insieme!

Nasce da una richiesta del target

Lo Storydoing, racconta il brand in maniera persuasiva, ma in primis risponde alla richiesta del proprio targetTarget si riferisce a un gruppo di potenziali clienti ai quali un’azienda vuole vendere i propri prodotti o servizi. Il Target è di conseguenza anche… di riferimento.

Infatti se lo Storytelling, ha come scopo quello di dimostrare quanto il brand, l’azienda o un prodotto siano adatti per noi, attraverso lo Storydoing, l’azienda non vuole vendere un determinato prodotto ma creare una relazione, attraverso l’essenza stessa del brand.
Crea empatia con la propria audience

L’arte dello Storydoing, trasmette i valori, la mission e la filosofia di un brand ad un pubblico che sia assolutamente in target con il brand stesso, infatti, come abbiamo visto, l’utente è parte integrante del brand e dell’azienda.

Per questo motivo, creare engagement, proporre un prodotto o servizio ad un utente diverso rispetto la nostra Buyer Personas sarebbe uno svantaggio ed un errore sia a livello comunicativo che di marketing.
Fa scaturire un’azione nel proprio pubblico

Lo Storydoing, non è solamente una narrazione per creare brand awarenessBrand awareness è un termine di marketing che descrive il grado di riconoscimento di un prodotto da parte del consumatore attraverso il suo nome o… o generare vendite, ma ha come fine quello di creare una community attiva, che sia promotrice del brand e dell’azienda.

Diventa virale

Una community ingaggiata, attiva ed empatica, diventa una cassa di risonanza per la notorietà del brand, sia online che offline, infatti ogni utente sarà portavoce e brand ambassador del brand, della sua brand identity, dei valori e della filosofia del brand stesso.

Lo Storydoing è la nuova frontiera dello Storytelling: non solo una tecnica di comunicazione persuasiva, che produca brand awareness attraverso le parole e spinga l’utente a credere nel brand, ma una tecnica che faccia riconoscere l’utente nel brand stesso e lo spinga alla call to actionUna Call to action (traduzione: invito all’azione) o CTA è un’istruzione per il pubblico volta a provocare una risposta immediata. Nelle CTA di solito si usa un verbo imperativo come….

Tu cosa ne pensi? Qual è un brand o un’azienda che, a tuo avviso, è un buon esempio di Storydoer?

di Desiree Morlando su www.studiosamo.it

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