Talkwalker report sulle PR nel 2020: stato dell’arte ed evoluzioni future

Mar 3rd, 2020 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B


Potrebbe essere semplice fare confusione su questa attività e trovare a chiedersi se le PR rientrino nelle attività marketing, digital o SEO. Allo stesso modo, ci si può domandare se i professionisti delle PR debbano occuparsi anche di social media e Influencer Marketing. Per non parlare di come sia possibile calcolare il ROI delle attività PR.

Oggi, infatti, la linea che separa PR, Marketing, Social e Digital è sempre più labile e, per capire come i professionisti delle PR, del marketing e della comunicazione definiscono i loro ruoli e utilizzano gli strumenti a loro disposizione per misurare il loro successo a livello internazionale, Talkwalker, insieme a YouGov, ha chiamato a raccolta gli esperti del settore per fornire insight strategici per la industry.

Le attività strategiche di PR servono alle aziende per raggiungere differenti obiettivi:

aumentare la brand awareness.
Migliorare la brand reputation.
Ampliare il proprio pubblico.
Aumentare le opportunità di investimento.

Si tratta di strategie dinamiche, che si evolvono con velocità, seguendo l’evoluzione delle tecnologie e degli strumenti: l’AI e l’Influencer Marketing, negli ultimi anni, ad esempio, hanno largamente interessato i professionisti del settore.

Cosa bisogna sapere, quindi, per adottare una strategia di PR nel 2020 e quali sono i dati più interessanti per chi si occupa di queste attività? Ecco cosa emerge dalla ricerca.

Misurazione dei risultati e gestione dei dati nelle PR

Tra i primi e più sostanziali insight della ricerca un dato: le attività più centrali per le PR non sono più le media relation o gli uffici stampa, bensì social media management (77%), content marketing (77%), influencer marketing (67%) e link building per la SEO (56%).

Nonostante questo slancio verso il digital, però, i professionisti delle PR basano i loro report ancora su coperture media più tradizionali e solo il 38% riporta anche i risultati delle campagne di influencer marketing.

Se i Paesi del Medio Oriente e Asia-Pacifico vedono come maggiore ostacolo la necessità di utilizzare più di una soluzione per ottenere dati allineati tra tutti i propri uffici internazionali e quello di avere allo stesso tempo dati accurati a livello regionale, i Paesi europei mostrano invece una minore propensione a testare diverse tecnologie per compararne le effettive differenze e potenzialità.

In generale, sono le limitazioni a livello di budget la principale sfida che gli intervistati individuano per rimanere sempre aggiornati sull’adozione degli ultimi software e tecnologie.

Influencer Marketing e PR

L’Influencer Marketing è considerato uno dei canali principali per le PR, in particolar modo nelle Americhe e in Europa del Sud, dove si toccano le punte più alte con l’Italia (91%) e gli Stati Uniti (87%). Un dato questo essenziale per capire il nuovo ruolo dei professionisti di questo settore del marketing.

Per dimostrare il ROI di queste collaborazioni con gli influencer, vengono considerati l’engagement rate (45%), il potential rate (44%) e il click through links o l’utilizzo di codici sconto (37%).

Le campagne di influencer marketing B2C sono più comuni rispetto a quelle B2B a livello globale, anche se i Paesi dell’Europa del Sud, più propensi a lavorare con influencer B2B.

PR e Social Listening

Il social listening non è più limitato a ruoli nei social media o nella ricerca. Sempre più professionisti PR stanno sfruttando a pieno il potenziale di questi strumenti per proteggere, misurare e promuovere il loro brand.

Nella industry marcomm, i principali utenti che utilizzano gli strumenti di social listening nel 2020 sono i seguenti:

Social media manager 56%
Data analyst 39%
Research manager 24%
PR account manager 20%
PR account executive 20%
Account coordinator 14%
Business director 14%
VP of comms/PR 14%
Press officer 13%
PR account director 10%
C-level executives 8%

L’85% degli esperti di PR, tuttavia, sta perdendo una grossa opportunità: quella degli alert predittivi, che possono aiutare chi si occupa di PR a proteggere e promuovere il brand.

La tecnica di newsjacking, cioè sfruttare notizie e trend per inserirsi nel flusso delle conversazioni in Rete e attirare sul brand una forte copertura mediatica, è considerata una delle più efficaci per le PR, ma oggi solo il 15% a livello globale la massimizza con un tool di social listening.

Cosa aspettarsi dal 2020

Come è evidente, il digitale guiderà il marketing e le PR nel 2020, ma con così tanti fattori in gioco e nuove piattaforme e tecnologie che nascono, è utile partire dai dati per comprendere cosa aspettarsi.

Dall’esplosione dei contenuti interattivi all’importanza sempre maggiore dell’Influencer Marketing nelle strategie aziendali, fino alle tecnologie e ai software sempre più accurati per la misurazione dei risultati, i professionisti del settore devono essere innanzitutto costantemente aggiornati.

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