Tendenze SEO 2021 - Seo step by step a cura di Libero Fusi

Feb 20th, 2021 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B, Marketing

Nel 2021 assisteremo al perfezionamento di alcune tendenza già in corso da alcuni anni, a cominciare dalle implementazioni degli strumenti di intelligenza artificiale e degli assistenti vocali, che avvicinano i criteri di ricerca su Google al linguaggio naturale.

Alla fine del 2015, Google ha lanciato RankBrain, l’algoritmo che ha preso il posto di Pagerank, con lo scopo di migliorare la qualità dei risultati di ricerca che il motore associa ad una determinata query.

Da allora sono cambiati i fattori di ranking che rendono rilevanti e prioritari alcuni risultati di ricerca nella SERP rispetto ad altri.

Rankbrain è basato su un sistema di apprendimento automatizzato, creato con lo scopo di imparare da solo e capace di creare collegamenti semantici tra le parole e le frasi.

Per ottimizzare un sito rispetto a Rankbrain occorre rendere pulita ed efficace l’esperienza di navigazione dell’utente. Il sito deve risultare leggibile dal crawler, i contenuti ben organizzati e ridurre al minimo i tempi di caricamento delle pagine.

Secondo le previsioni, entro il 2022 più del 55% delle famiglie possederanno uno smart speaker. Negli ultimi anni, è stata registrata una crescita esponenziale dell’utilizzo degli assistenti vocali, come Siri, Alexa, Google Assistant.

La tecnologia di ricerca vocale sta cambiando il modo in cui gli utenti trovano le informazioni nel web.
Ottimizzare i propri contenuti per la ricerca vocale garantisce una migliore rintracciabilità del sito, sia che la query venga digitata sia che venga pronunciata ad alta voce. Occorre prediligere le frasi lunghe alle keyword classiche telegrafiche.

Quando l’utente digita la query nella barra del motore di ricerca utilizza keyword come “Borsa in pelle XXXXX”; ma se si rivolge all’assistente vocale, utilizzerà frasi più lunga e più naturale, come: “Dove trovo un negozio che vende borse in pelle XXXXX?”

Entro il 2025 oltre il 70% degli utenti navigherà sul web accedendo esclusivamente da dispositivi mobili. Google continua a implementare l’indicizzazione mobile-first, che significa essenzialmente che il motore di ricerca attribuisce sempre maggior rilevanza alla versione mobile del sito.

Se le pagine del tuo sito non sono ottimizzate correttamente per i dispositivi mobile, questo potrà rivelarsi estremamente penalizzante, perché il tuo sito potrebbe non comparire proprio tra i risultati in SERP.

La Search Console di Google è lo strumento che può esserti d’aiuto, tramite le funzioni di ispezione degli URL.

L’acronimo EAT denota i tre criteri fondamentali affinché Google attribuisca rilevanza ad un contenuto: Expertise (Esperienza), Authoritativeness (Autorevolezza), Trustworthiness (Affidabilità).

In sostanza il tuo sito deve essere riconosciuto da Google come fonte autorevole su un determinato argomento.

Questo principio è tanto più importante per tutte quelle aziende che appartengono alla categoria YMYL, “Your money, your life”, ovvero che operano in settori quali finanza, sanità, sicurezza ecc.

Occorre per esempio capire quale tipologia di clienti consulterà il tuo sito, e una volta delineato chiaramente il target a cui stai parlando sarà più facile capire quali contenuti possono essere più impportanti e quali meno.

È anche utile comprendere la genesi dell’intento di ricerca, per mappare le necessità dell’utente e capire com’è arrivato sul tuo sito e perché.

Affinché vi sia un aumento del traffico sul sito, è necessario non solo rendere il sito autorevole su un argomento, ma anche creare contenuti che coinvolgano e che siano facili da condividere, e mantenere gli utenti coinvolti nel tempo.

Per facilitare la scansione dei contenuti da parte del motore di ricerca, è buona norma suddividere l’articolo in sezioni e utilizzare H2 e H3, molto importanti sopratutto per la scansione mobile, e assicurarsi che i backlink provengano da fonti autorevoli e pertinenti.

I Featured Snippet, o snippet in primo piano, sono quelli che appaiono nella parte superiore dei risultati di ricerca di Google, sopra gli altri risultati organici e sotto gli annunci a pagamento.

Dal 2021, Google attribuirà ancora più rilevanza agli snippet in primo piano: dunque, nella creazione dello snippet, cerca sempre parole chiave pertinenti, senza tralasciare anche le ricerche correlate, importanti per capire cosa cercano le persone che arrivano sulla tua pagina.

Di recente i contenuti in formato video sono stati inclusi da Google anche nei featured snippet.
Ad oggi, Youtube è il sito più visitato al mondo, con 33 miliardi di visite al mese. Dunque, è bene che una strategia SEO includa contenuti video.

Per ottimizzare i tuoi video, occorre organizzarli in sezioni e ottimizzarne il contenuto mediante titles, description e tags: se possibile inserire anche una trascrizione del parlato.

Una corretta indicizzazione delle immagini, non solo ti permetterà di posizionarti in alto nei risultati di ricerca su Google Immagini, ma ti consentirà anche di implementare l’ottimizzazione complessiva del tuo sito.

E’ molto importante l’uso degli alt tag, mediante i quali il crawler del motore di ricerca andrà a catalogare le immagini e ad associarle ad una determinata categoria.

In generale è bene aver chiaro il contesto della query, in modo da fornire informazioni sempre più pertinenti ai motori di ricerca, tramite parole chiave principali e secondarie, semanticamente correlate tra loro. In altre parole: non concentrarti sulle singole keyword, ma ottimizza il tuo contenuto per gruppi di argomenti.

La stragrande maggioranza delle ricerche su Google, sono effettuate dagli utenti con lo scopo di trovare prodotti o servizi nella propria zona.

La SEO locale, sta acquistando sempre maggiore importanza, in parte dovuta all’aumento delle ricerche a zero click (cioè quelle in cui gli utenti ricevono risposta direttamente dalla SERP, senza aver bisogno di visionare la pagina associata), che diverranno la nuova normalità.

Molte delle ricerche a zero click sono ricerche locali, in cui viene mostrato in SERP il cosiddetto local pack, vale a dire il blocco di informazioni su un’attività geolocalizzata.

Il primo passo per costruire il local pack della tua attività è creare una pagina su Google My Business.

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Libero Norberto Fusi
Vice Pres. ClubMC
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