Uberto Fornara, Cairo Tv e Rcs: “Tv e buona informazione in trincea. Le marche non ‘tradiscano’ consumatori e sistema”

Apr 7th, 2020 | Di Redazione | Categoria: Interviste


Dall’inizio del 2020 Uberto Fornara, ad di Cairo Communication e consigliere di amministrazione di Rcs, ha la responsabilità del coordinamento delle strutture commerciali di Cairo Pubblicità e Rcs MediaGroup.

Già a metà primo trimestre, quindi, per Fornara è arrivata la difficile prova corona virus. “Abbiamo proprio a che fare con il famoso cigno nero” racconta. “Niente di quello che sta accadendo era prevedibile nei suoi termini effettivi. E comunque – per quello che riguarda l’economia e la pubblicità, anche potendo intervenire con un maggiore anticipo – sarebbe stato difficile trovare delle misure difensive in grado di tamponare gli effetti di questo disastro”.

Come si lavora? “Lo smart working funziona e ci sta garantendo la totale operativa sul piano commerciale. Covid -19 sta costringendo tutti ad accelerare i tempi nel processo di digitalizzazione. Il sistema comunicazione sta testando una ridefinizione dell’organizzazione che in questa fase di emergenza è resa possibile da tecnologie e piattaforme molto diffuse e semplici da utilizzare. Così – racconta il manager – non si finisce mai di fare incontri, riunioni più o meno allargate in remoto e si lavora tantissimo.

Del resto abbiamo tanti progetti in avanzamento, tante cose da sistemare”. Un po’ di cose per il gruppo sono inevitabilmente saltate… “Il giro d’Italia contiamo di farlo più avanti. E’ chiaro – continua Fornara – che gli Eventi sono stati falcidiati e tante cose le abbiamo dovute posticipare, rinviare a momenti migliori. Ma si lavora ventre a terra per superare questa fase nella maniera migliore possibile.

Noi mettiamo a disposizione dei clienti anche le nostre strutture creative e produttive de La7, e le nostre divisioni del digital e degli eventi stanno cercando di confezionale delle idee nuove e delle formule per fare in modo che anche questa parte oramai essenziale della comunicazione non vada totalmente in stallo…”.

Di ben altro tenore la situazione per quello che riguarda la tv e i tanti power brand editoriali. Lilli Gruber in molte serate supera i 2,2 milioni di spettatori con ‘Otto e Mezzo’, va forte il TgLa7, Corrado Formigli e Diego Bianchi raggiungono risultati ampiamente sopra media con ‘Piazzapulita’ e ‘Propaganda Live’ e lo stesso vale per Giovanni Floris con ‘DiMartedì’.

“La buona tv e la buona stampa hanno conquistato il centro della scena mediatica” sottolinea Fornara. “La Televisione generalista sta facendo ascolti pazzeschi. Sta crescendo enormemente la copertura del mezzo e devo sottolineare che in questo contesto La7 cresce molto anche in termini di share e si sta accreditando come una delle fonti primarie di racconto credibile, puntuale e appassionato di quanto sta accadendo.

E’ rimasta totalmente ‘accesa’, con tutte le produzioni in campo, con un sforzo ed un impegno di tutti i nostri uomini che è senza dubbio eccezionale. Proponiamo la griglia normale, un sacco di speciali e gli ascolti ci premiano”.

La stampa? “Il Corriere online – dichiara il manager – sta triplicando gli utenti unici rispetto all’anno scorso, sfioriamo in molti giorni quota 10 milioni e in una settimana arriviamo ad un risultato che prima garantivamo in un mese. Anche l’online va molto bene”.

Online c’è una offerta molto conveniente in corso per chi si vuole abbonare in digitale. “Vogliamo andare incontro a questa domanda che c’è, forte e naturale, d’informazione finalmente di qualità. Volendo vedere un aspetto positivo in quello che sta accadendo va considerata proprio questa consapevolezza crescente: la gente è tornata in massa a leggere e a cercare l’informazione col bollino blu, dei media più professionali, seri e autorevoli.

Mai come in questi periodi di emergenza, del resto, la moneta buona scaccia quella cattiva; i nostri power brand sono utilizzati come strumento di verifica delle innumerevoli fake news che inondano le chat ed i nostri telefonini”.

Che tipo di messaggi si veicolano agli agenti, alle aziende investitrici? “Alla forza vendita diciamo di stare vicino ai clienti, alle loro esigenze, di seguirli cercando di dare loro un mano”. Il mercato non è fermo. “Credo che tutte le aziende e le marche debbano essere a loro volta presenti, vicine ai consumatori.

Non comunicare in questa fase è secondo me un errore grave. In questi casi non si sparisce, si rimane in pista, magari cambiando il tenore dei messaggi, virando su contenuti più corporate e istituzionali, ma non puoi assentarti del tutto”. Poi ci sono settori che sono in grande crescita. “Non c’è il più il fuori casa e per la distribuzione e per tante marche alimentari e del Pharma c’è stato un salto in doppia cifra”.

Non comunicare perché non se ne ha stretto bisogno è una scelta sbagliata: “A che serve fare tanti discorsi sulla corporate social responsability, dichiarare l’attenzione alla salute del pianeta e dell’umanità, se poi ti defili in un momento come questo. Il ruolo della comunicazione non può essere solo speculativo. Chi va bene, chi sta attraversando indenne la tempesta dovrebbe essere in prima linea ad aiutare il sistema; è fondamentale per tutti che il mercato non si fermi.

Tanti piccoli e medi stanno facendo cose importanti di vicinanza al cliente in questa fase, sarebbe malinconico che i big mancassero questa occasione per dimostrare una sensibilità a livello dei loro fatturati. Devono accreditarsi da testimonial della fiducia nella ripresa. In termini di Reputation oltre tutto chi sarà ‘generoso’ verrà ripagato dopo con gli interessi. Ma molti obiettivamente lo stanno capendo e facendo…”.

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