“Un popolo di pecore genera un governo di lupi”, manifesti riaccendono la speranza in Calabria

Mar 6th, 2021 | Di Redazione | Categoria: Unusual Communication


“Un popolo di pecore genera un governo di lupi”: appena poco più di un mese fa, tutta la Calabria e in particolare l’area jonica, è stata tappezzata di manifesti recanti questa frase la cui paternità è da attribuirsi al celebre giornalista statunitense Edward R. Murrow.

Un’azione di guerriglia marketing e comunicazione virale di cui ancora resta ignoto il committente ma che ha certamente colpito nel segno, tanto da suscitare l’interesse delle diverse questure e stazioni dei carabinieri.

Un’operazione alla Bansky, ma tutta calabrese, compiuta da un ignoto comunicatore che certo non fa arte ma che, come l’artista e writer inglese, condivide messaggi dal contenuto sociale, politico, ambientale. E che ha appena finito di tappezzare nuovamente le nostre città con un nuovo provocatorio manifesto gigante.

Stavolta si legge: “Io sono una pecora?”. A chiederselo è una donna a mezzobusto con il volto “coperto” da quello originale di una pecora e, sullo sfondo, tutto il colore di un’inconfondibile costa jonica calabrese o un uomo davanti al cavatore a Catanzaro e ancora un universitario davanti il duomo di Cosenza e così via a Crotone, Tropea, Scalea e Corigliano fino a Reggio Calabria con lo sfondo dello Stretto.

Anche stavolta si tratta di un sollecito a tutti i calabresi a risvegliare le proprie coscienze, da taluno interpretato come mera campagna politica, da altri (pochi altri, in verità) ritenuto offensivo, ma dai più colto come un vero stimolo a risvegliarsi dal torpore, da quel sonno della ragione che negli ultimi decenni ha generato veri e propri mostri, ad ogni livello della politica e della società, locale tanto quanto nazionale.

Sono io una pecora? Siamo pecore? Vogliamo essere pecore? Vogliamo ancora essere trattati come pecore? O finalmente è giunto il momento di uscire dal gregge? Siamo certi che l’azione di guerrilla non si concluderà così: il nostro misterioso committente avrà certamente altro da dire, e noi lo aspettiamo.

A lui va senz’altro la nostra gratitudine, perché chiunque investa del tempo e del denaro per stimolare il dibattito, il libero pensiero ed il risveglio delle coscienze merita attenzione e sincera gratitudine. Una gratitudine senza alcun colore politico.

Related posts:

  1. Videogiochi: italiani popolo di gamer, 8 su 10 li utilizzano
  2. Mario Draghi accetta l’incarico a Presidente del Consiglio e vara il nuovo Governo