Vento a favore per l’industria nautica

Ott 18th, 2019 | Di Redazione | Categoria: Imprese e Mercati


L’industria nautica cresce a doppia cifra e l’Italia ha rafforzato la leadership mondiale, con tre gruppi (Azimut Benetti, Ferretti e SanLorenzo) ai primi tre posti. Pur essendo ancora sotto i valori pre-crisi, i cantieri mostrano vitalità: si prospettano quotazioni in Borsa e ingressi di fondi d’investimento

La leadership italiana nella nautica di lusso è fuori discussione. A sancirla è il Global Order Book, lo studio annualmente realizzato dagli inglesi di Boat International, che non solo vede tre gruppi italiani al vertice (nell’ordine: Azimut Benetti, Ferretti e Sanlorenzo), ai quali si aggiungono poi altri cinque tra i primi venti specializzati nella realizzazione di barche sopra i 24 metri, ma nel focus di distinzione per nazioni appare ancora più evidente il distacco, che potremmo definire da centinaia di miglia nautiche, tra Italia e “immediati” inseguitori.

Nell’edizione 2018 dello studio, gli italiani hanno in cantiere o sotto ordine 379 progetti, per quasi 14mila metri di lunghezza. Gli olandesi, al secondo posto, ne hanno rispettivamente 62 e meno di 5mila (la dimensione media è superiore, essendo l’Olanda specializzata in megayacht come del resto anche la Germania). Al di là del primato, l’Italia sorride perché i giorni più brutti della sua cantieristica specializzata negli yacht sono sicuramente lontani e il settore continua a crescere.

INVERSIONE DI ROTTA
Il colpo del 2008-09 è stato duro per tutti. Secondo il Boating Market Monitor realizzato da Deloitte per Nautica Italiana (Fondazione Altagamma), il mercato al retail nel 2018 a livello globale valeva 22 miliardi di euro, in marcata crescita rispetto al 2017 chiuso a 20,6 miliardi, ma dieci anni prima il giro d’affari era superiore di tre miliardi.

Il crollo riguarda il periodo compreso dal 2008 al 2014, quando il valore si è quasi dimezzato passando da 25 a meno di 15 miliardi. E il conto più salato lo ha pagato la cantieristica italiana: dai 3,6 miliardi di valore dei nuovi yacht realizzato nel 2008, cinque anni dopo il settore era crollato del 60%, stazionando a 1,4 miliardi.

Al baratro è seguita la ripresa, tuttora in atto e a doppia cifra. La crescita media annua, dal 2014 a oggi, è prossima all’11% e nel 2018 la nautica made in Italy è tornata a 2,5 miliardi di fatturato per le nuove imbarcazioni realizzate. In definitiva, non sarà facile né rapido il ritorno ai valori pre-crisi, ma il percorso è stato avviato e anche per il 2019 e ci sono ottime possibilità di mantenere il passo di crescita. E questo vale per tutto il mondo nautico, che non comprende solo la realizzazione di nuovi yacht ma anche imbarcazioni più piccole ed equipaggiamento.

Per i big italiani della nautica, superare la crisi è stata un’impresa difficile e ha richiesto non solo investimenti straordinari, ma anche cambiamenti di assetto e di proprietà. Il quadro complessivo, rispetto al 2008, è cambiato in maniera radicale tra chi ha venduto, chi ha aperto il capitale e chi, avendo fatto le giuste mosse, ha ottenuto le risorse necessarie per acquisire altre realtà in crisi.

Si può certamente dire che i gruppi italiani hanno saputo leggere i cambiamenti in atto, a cominciare da quelli legati al concetto di imbarcazione di lusso, rispondendo con yacht sempre più di design e coinvolgendo i migliori architetti anche estranei al mondo nautico. Questa svolta stilistica ha permesso loro di potenziare il settore delle grandi barche, arrivando a dimensioni che precedentemente erano patrimonio esclusivo della cantieristica nordeuropea e destinate a miliardari che ovviamente non badano a spese. Rafforzando quest’ambito, ci sono ulteriori possibilità di crescita con conseguenti benefici per i fornitori di arredo nautico.

tratto da https://design.pambianconews.com

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