Yobbo advertising: brividi pubblicitari

Mar 12th, 2021 | Di Redazione | Categoria: CATEGORIA B, Comunicazione, Marketing


La Yobbo advertising, come parte della Shockadvertising è quella forma di pubblicità che mira a impressionare con ogni mezzo possibile il pubblico nella speranza di catturarne l’attenzione.

È quel tipo di réclame che cerca di provocare, allarmare, offendere di proposito la propria audience attraverso vari espedienti che vanno dalle immagini disgustose, alle oscenità, alle volgarità, alla violazione di tabù religiosi o di convenzioni sociali, alle offese alla morale, fino alla violenza gratuita.

Anche certe forme di pubblicità erotica rientrano in questa categoria, sebbene in questo caso l’intento sembri più quello di creare, appunto, uno shock che non effettivamente quello di far leva sul sex-appeal.

Una pubblicità efficace in questo senso dovrebbe essere quella in grado violare una data norma, sociale o personale, e cogliere quindi di sorpresa uno spettatore, riuscendo di fatto a focalizzare su di sé l’attenzione.

Una volta catturata l’attenzione si innescherebbe il processamento dell’informazione perché un individuo sarebbe portato a cercare di comprendere il motivo di tale sorpresa. Su quello che però è l’effetto ultimo di questa tipologia di pubblicità in realtà non si sa molto.

La Yobbo advertising applicata in ambito dei PSA (cioè dei Public Service Announcements, le pubblicità di utilità sociale, quali sono ad esempio le campagne di prevenzione contro le malattie veneree) riuscirebbe effettivamente a catturare l’attenzione, a facilitare ricordo e riconoscimento, e ad ingenerare qualche forma di comportamento immediato.

Ma per quanto riguarda la Yobbo advertising applicata in ambito più prettamente commerciale, e quindi molto più fine a se stessa, la questione è ancora del tutto inesplorata.

Si differenzia dai Fear Arousing Appeals in quanto questi ultimi sono quegli annunci pubblicitari che, anziché far leva sugli aspetti positivi ovvero sugli obiettivi e sulle finalità importanti conseguibili adeguandosi al messaggio, pongono enfasi sugli aspetti negativi che possono derivare dalla mancata accettazione delle sollecitazioni contenute nella réclame.

Sono quegli appelli emotivi che suscitano paura, timore, apprensione e che in teoria dovrebbero portare prima ad una valutazione delle prescrizioni e poi ad un’adozione delle raccomandazioni («se fumi prendi il cancro», «se non fai un’assicurazione rischi», «se non vai piano t’ammazzi»), ma che in realtà possono dar luogo ad ansia e conseguentemente ad una percezione di esagerazione e quindi ad una rimozione scaramantica.

Può infatti accadere che il pubblico per far fronte agli stati di angoscia e agli stati di dissonanza innescati da questo tipo di annunci siano portati a rifiutare in blocco il messaggio come non credibile, o a gettare discredito sulla comunicazione o su chi comunica.[

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